Resoconto attività dell’Associazione MamaTerra Sardegna

 

L'associazione Mama Terra A.S.D.R.C. e di P.S., C.F: 92131740901, nasce, il 06/05/2013, dall'incontro di un gruppo di professionisti nell'ambito del benessere, delle medicine complementari ed integrate, delle medicine tradizionali e dell'agricoltura e giardinaggio naturali. Questi sentirono l'esigenza di svolgere un tipo di attività di utilità sociale a favore degli associati, di terzi o di altre associazioni, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati, per la diffusione di una visione olistica e sistemica della vita. L'associazione non ha alcun fine di lucro ed opera per fini culturali, ricreativi e sportivi e per l’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi. Nell'ambito dei fini culturali essa opera per la diffusione e l'incentivazione di proposte musicali, teatrali, letterarie e genericamente artistiche, sul piano dell'elaborazione, dell'esposizione e della promozione di laboratori ed eventi con vocazione multiculturale.

L'associazione si è impegnata e si impegna:

a) ad operare nell’ambito delle attività di promozione e conservazione della salute, del benessere e della migliore qualità della vita;

b) a promuovere la salute della persona nel suo ambiente, attraverso la diffusione delle scienze bio-naturopatiche e delle discipline olistiche, i cui fondamenti sono da ricercare in una profonda connessione con tutte le manifestazioni della vita, favorendo una filosofia del rispetto e della cura di ogni forma vivente, abbracciando una concezione ecologica delle persone, dell’ambiente e dell'universo intero.

c) ad esplorare il territorio sardo, la sua tradizione erboristica, la medicina popolare, la difesa ambientale ed a praticare attività didattiche per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento dell’agricoltura naturale;

d) ad incoraggiare l’integrazione sociale, interculturale e la partecipazione attiva.

L’Associazione promuove la diffusione e la sperimentazione di altre tecniche e discipline purché abbiano come caratteristiche i seguenti punti:

- approccio olistico alla persona;

- utilizzo di tecniche, strumenti ed elementi naturali;

- la finalità di valorizzare le risorse vitali del soggetto;

- l'avere come scopo l'individuazione, l’espressione e l’integrazione del potenziale umano, la connessione della persona con se stessa, con il gruppo, con l'ambiente e con la propria storia;

- assumere il rispetto e la difesa della Vita in tutte le sue forme, come principio etico primario.

In particolare l'Associazione si pone e si è posta l'obiettivo di:
- diffondere i metodi preventivi collegati al settore del benessere, riconoscendo predisposizioni e comportamenti inadeguati o tali da non favorire uno stato di benessere psico-fisico ottimale e fornendo consigli idonei a prevenire l’insorgenza dei disturbi collegati al benessere della persona attraverso la stimolazione della capacità di guarigione e di autoconsapevolezza propria di ogni individuo.

Ciò è stato perseguito fondando un Centro Studi dedicato alle Discipline Bio-Naturopatiche, capace di convogliare al suo interno una commissione scientifico-didattica composta da medici ed esperti delle medicina complementare, dell'isola e non solo. Il Centro studi si compone di diversi corsi tra cui il Corso di Scienze Naturopatiche, la Scuola Sarda di Massoterapia Olistica, i Laboratori di Rimedi floreali, erboristici e cosmeceutici, il Master di Coaching Motivazionale e la scuola di formazione Istruttori di Yoga bimbi. 

I locali nei quali svolge la propria attività, la sede sociale e le sedi operative, rispettano le regole della normativa vigente e, comunque, sono adeguatamente attrezzate per accogliere al meglio le persone e per tutelare l'immagine e la serietà delle attività. 

L'associazione si impegna ad:

- organizzare attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento e il perfezionamento nelle attività sportive stesse, a titolo esemplificativo e non esaustivo nel campo dello yoga, dell'ayurveda, dello yoga bimbi, creando momenti di studio, di ritrovo e di aggregazione. In questa direzione si organizzano annualmente corsi, workshop e laboratori indirizzati ai soci.

L’attività sportiva dilettantistica verrà svolta nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia, delle regole del Coni e dei regolamenti dell’Ente affiliante (Aics).

- organizzare percorsi didattici, costituiti da giornate formative, conferenze, incontri individuali e percorsi di gruppo mirati allo studio di tutta l’attività olistica, a vantaggio dei soci, di terzi, di altre associazioni, di scuole pubbliche e private: in questa direzione viene organizzato annualmente un convegno dal titolo Al passo con la Terra, che raccoglie esperti e luminari delle medicine integrate e della difesa ambientale. Ma anche gruppi di studio, escursioni naturalistiche e di identificazione erbe spontanee e officinali, visite ad aziende didattiche, erboristiche ed agricole in regime biologico.

- condividere con i soci esperienze e formazioni individuali in cui eventuali trattamenti vengono svolti da associati verso i soci stessi dell’associazione o dell’ente affiliante in regime di reciproco consenso o ad offerta libera orientata.

- favorire l’inserimento sociale di persone con disabilità fisiche o mentali, con dipendenze, soggetti di nazionalità diversa, soggetti con problemi di disadattamento sociale, discriminazione e povertà. Co-progettazione condivisa e partecipata, promozione di progetti e programmi a carattere innovativo e sperimentale per il benessere sociale, disseminazione di buone pratiche per la sostenibilità, in collaborazione con le scuole, le pubbliche amministrazioni, gli enti ed organismi pubblici, le aziende e le imprese private. Tra queste si annoverano: la Ge.Na., l'Associazione Up and Down, l'Associazione Incontro corrente, l'Azienda agricola Lu cantaru, Casa Serena, Associazione Mondo X, Isde-Medici per l'ambiente nel Comune di Sassari, l'azienda agricola Essenthia, L'associazione Biosardinia, l'azienda Montricos e l'associazione Arcu 'e Chelu nel Comune di Nuoro e l'Associazione Centro sperimentazione autosviluppo nel Comune di Iglesias.

- favorire la difesa ambientale, la tutela della salubrità degli ecosistemi, la vigilanza nei confronti della salute della terra, dell’aria, dell’acqua e dei loro abitanti. In questa direzione l'associazione ha organizzato ed organizza giornate di pulizia nelle spiagge, nelle pinete del nord Sardegna, guidate da soci e volontari a cui sta a cuore la bellezza e la pulizia del territorio.

- l’opposizione, con ogni mezzo non violento, all’introduzione in Sardegna di organismi geneticamente modificati (OGM), allo sfruttamento estensivo del territorio, per uso bellico e commerciale a danno della popolazione e di ogni forma di vita. In quest'ottica si son creati ponti con esperti del settore, ed in particolare con diversi medici ambientali e con l'Isde – Medici per l'ambiente, e con diversi comitati in difesa della biodiversità. 

- favorire l’attività agro-ecologiche come la Permacultura e l’Agricoltura Sinergica, nel rispetto della natura e dell’ambiente; la diffusione di temi e attività legati alla nuova ruralità, alle pratiche agropastorali naturali, alla conversione delle produzioni (abbandono della chimica e ricorso alle tecniche naturali). In quest'ottica si incoraggia la formazione presso la Scuola italiana di agricoltura sinergica e presso l'Accademia di permacultura e l'Associazione Sarda Permacultori Sar.Pa.

- favorire la tutela, la gestione integrata e sostenibile e la gestione sociale e comunitaria di aree verdi pubbliche (parchi urbani ed extraurbani), di sentieri ed itinerari naturalistici attrezzati.

- promuovere la realizzazione pratica di orti didattici (con il fine di raggiungere l’autosufficienza alimentare), destinati alle scuole, ai carceri, alle case di riposo, alle cooperative sociali e a tutti gli enti interessati, nei quali attuare anche tecniche di ortoterapia. La realizzazione di orti sociali ed orti urbani, privilegiando la riqualificazione di aree degradate e la ritessitura comunitaria legata alla gestione collettiva e cooperativistica dell’orto. In quest'ottica si è realizzato, nell'ambito del progetto Bam.Pè., un orto scolastico sinergico presso la Scuola elementare di San Giuseppe a Sassari, presso la Scuola elementare Pais di Nulvi e presso la Scuola dell'infanzia del Comune di Olmedo.

- favorire la diffusione dell’alimentazione naturale, proponendo nella loro concretezza e nel loro senso profondo le “buone pratiche” della cucina naturale. Si è collaborato, in questa direzione con l'associazione Il Vecchio Mulino, a Sassari e con l'Università di Agraria.

- promuovere l’erboristeria, la fitocosmesi, lo studio e il riconoscimento, la trasformazione e la somministrazione delle erbe officinali, endemiche e non del territorio sardo. La cosmesi naturale e lo studio e la conservazione dei "preparati" sardi legati alla prevenzione e alla salute del corpo e degli ambienti. L'intervento nella aziende e nei parchi della Nurra, dell'Anglona e del Sassarese è vocativo e d'elezione, nell'intendo di salvaguardia di uno dei territori ancora incontaminati dell'isola.

- favorire e sostenere il “turismo responsabile” . Ossia un turismo che tuteli sia le risorse ambientali che le tradizioni locali, promuovendo eventi e manifestazioni sportive, culturali e artistiche che tengano in considerazione la sostenibilità ambientale, la valorizzazione del territorio e della cultura locale.

- rivolgere la propria attività verso tutte le tematiche di riutilizzo dei beni e dei prodotti, le metodologie per il riciclo degli stessi, il loro smaltimento eco-compatibile e tutto quanto inerente alla possibilità di creare ai beni una “seconda vita”.

- supporto e consulenza allo sviluppo di reti di piccole economie locali e solidali; attivazione di un centro per il “baratto”, banca del tempo e piccolo commercio solidale.

- animazione culturale: organizzazione e realizzazione di eventi culturali, convegni, conferenze, dibattiti, seminari, proiezioni di film e documentari, concerti, laboratori creativi, corsi di musica per bambini e ragazzi e per giovani ed adulti, percorsi di “arte terapia”.

Per il raggiungimento di tali scopi l'associazione opera nei seguenti ambiti di attività:

a) promuovere e favorire manifestazioni, incontri, convegni, seminari, conferenze, dibattiti, stage, workshop e corsi di aggiornamento, mostre, laboratori esperienziali attinenti allo scopo per cui è stata costituita. Inoltre, svolge attività di tipo editoriale e audiovisivo e tutte le iniziative di divulgazione di informative tecniche intese ad accrescere la diffusione e la
conoscenza delle discipline bio-naturopatiche e delle discipline e tecniche previste dallo statuto;


b) gestire impianti, propri o di terzi, adibiti a palestre, campi , strutture sportive e centri d'aggregazione di vario genere;

c) avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, anche ricorrendo ai propri associati; può avvalersi di attività prestata in forma volontaria, libera e gratuita da persone associate e non;

d) esercitare, in via marginale e senza scopi di lucro, attività di natura commerciale per autofinanziamento, in tal caso dovrà osservare le normative amministrative e fiscali vigenti;


e) allestire e gestire punti di ristoro, bar, e attività similari collegati a propri impianti ed eventualmente anche in occasione di manifestazioni e convegni.

 

Al passo con la Terra - Manifestazione annuale - 10-11 Maggio 2014

Diverse e varie le attività svolte dall'Associazione Mama Terra Sardegna. Si è svolta il 10-11 Maggio la prima edizione del convegno “Al Passo con la Terra”, che per il primo anno ha avuto come sottotitolo “Racconti di rivoluzioni silenziose”. La mission del convegno è stata il desiderio di analizzare il percorso sociale e spirituale che sta conducendo al cambiamento degli stili di vita nella direzione della sobrietà volontaria e del nostro potere individuale quali fautori del cambiamento in atto. La prima giornata ha accolto i protagonisti delle rivoluzioni agricole, i tessitori delle reti rurali che da anni lavorano nella direzione della sostenibilità ambientale, della scelta di un cibo “altro”, coltivato ed allevato nel territorio, con tecniche non-violente per chi lavora e per la terra. E si son analizzati i benefici per la salute e per l'ambiente, il rifiorire del territorio e delle reti umane comunitarie, l'attenzione sui beni comuni, sui semi autoctoni non modificati geneticamente, sull'agricoltura che diventa urbana e sui cittadini che diventano più attenti all'agro. Si tratta di Teresa Piras, Presidente del Centro Sperimentazione Autosviluppo, e del loro progetto più conosciuto, le Domus Amigas. In seguito è intervenuto Maurizio Fadda, agronomo e poeta, che ha portato la voce del mercato dei contadini biologici di Nuoro. Sempre da Nuoro Franca Sedda ci ha raccontato del percorso fatto da diverse famiglie che hanno creato un gruppo d'acquisto solidale (Pira Camusina, il suo nome), che funge anche da “scuola di democrazia” per le famiglie aderenti. Infine Anna Orunesu, Presidente dell'associazione Luzanas, ha descritto l'estate nuorese del quartiere Santu Pedru, in cui, un'aiuola abbandonata, in una piccola piazza, è divenuta un orto sinergico ed un importante punto di riferimento culturale e d'aggregazione sociale...nonchè un luogo in cui si produce dell'ottimo cibo biologico. Il tutto incorniciato dall'analisi di Fabio Parascandolo, ricercatore di Geografia del Paesaggio, che ha ripercorso le tracce dell'agricoltura sarda, dalle terre comuni all'agricoltura industriale, fino all'attuale ritorno alle buone pratiche ed alla ogni giorno crescente attenzione rivolta verso gli usi civici.

La seconda giornata invece è stata dedicata ai cambiamenti profondi, che ogni persona è chiamata ad attuare singolarmente ed alla coscienza individuale che lentamente diviene coscienza collettiva. Ha aperto Romina Deriu, Ricercatrice in teoria sociologica e ricerca sociale, in merito al recupero dei saper fare, delle tradizioni locali e del filo rosso che li lega alle loro comunità di appartenenza. Successivamente si è parlato dei benefìci cognitivi del bilinguismo e della difesa della propria lingua madre, tema introdotto da Giovanna Tuffu, docente di lingua sarda. Ancora Rina Sanna, ostetrica “altra” di decennale esperienza, ha parlato dell'importanza dell'allattamento al seno, di un parto “naturale” e “diverso” da quello che inconsapevolmente tante donne ricevono ed a volte subiscono negli ospedali occidentali. I partecipanti al convegno son stati poi trasportati in una dimensione ludico/teatrale, presi per mano dalla coreografa e regista Maria Paola Cordella, ed in chiusura convegno dalla cantante Ester Formosa, che ha proposto un saggio del suo workshop “Veu creativa”. Dunque infine si è cantato, simbolicamente rappresentando l'importanza della voce nella trasmissione del sapere, della conoscenza, delle scelte, dei cambiamenti.

La parte finale del convegno è stata accolta dal Circolo Culturale Aggabachela, nei locali di Via Diaz, in cui si son svolti i lavori di facilitazione: il world cafè e la valutazione dei lavori del convegno. Il primo è un metodo efficace che permette ad un gran numero di persone di dialogare insieme, dare vita a conversazioni vivaci, concrete e costruttive e sviluppare una comprensione condivisa delle situazioni che vengono trattate. Si son affrontati i temi del lavoro, della famiglia, della coppia, dei cambiamenti spirituali e materiali capaci di rimodulare tali modelli e migliorare la vita del singolo e delle comunità. A seguito è avvenuta la valutazione finale, che servirà ai soci dell'associazione, per i lavori dell'anno venturo.   

L'Associazione Mama Terra ora lavorerà sugli spunti che i relatori e l'assemblea hanno offerto, cercando volutamente l'innesco di un processo di scelta e di trasformazione delle coscienze che diventi lentamente sociale. Si prevede la nascita di un osservatorio legato alla biodiversità coltivata, che si occupi anche di dar in “affidamento” i semi sardi a chi avrà il luogo e l'amore per coltivarli per tutti. Nel desiderio che il messaggio avanzi, dal basso, coinvolgendo anima per anima, casa per casa, nelle città e nelle campagne.

La prossima iniziativa dell'Associazione avrà luogo il 14 giugno: si tratta della manifestazione “La musica delle radici”, patrocinata dall'Assessorato alle culture, che vedrà protagoniste l'etnogastronomia, la danza folk e la musica popolare. La giornata si aprirà al Vecchio Mulino, in cui si terrà un laboratorio esperienziale di pasta tipica campana, pugliese e sarda. I nostri ospiti ci accompagneranno in un viaggio culinario che avrà il suo seguito in piazza Santa Caterina, in cui dal piatto si passerà alla danza ed al canto. Alle 17:00 il laboratorio di danze del sud, tra cui saranno regine la pizzica ed alcune tarantelle, è aperto a tutti e gratuito. Alle 20:00 inizierà il concerto dei sassaresi Archè Musiche Popolari ed a seguire I Suoni Erranti, ospiti della giornata. La festa di piazza vuole riprodurre le atmosfere del sud Italia, in cui gli strumenti, le voci ed il canto, in acustico, si condividono in cerchio.

Si potrà godere della presenza del Gruppo Folk Gurusele Thathari, e della maestra Angela Mela, che per quest'occasione, condividerà i passi di Su ballu de s'Arza, l'antico rituale sardo che intreccia le sue radici a quelle del tarantismo pugliese e continentale, in generale.

L'ultimo appuntamento dell'anno, per l'Associazione, è la festa di San Giovanni, che si svolgerà tra il 23 ed il 24 giugno. Si salteranno i fuochi di San Giovanni, si bruceranno le erbe dell'anno appena trascorso e si raccoglieranno quelle nuove, legate al santo. Per impreziosire la due giorni, si farà il pane “a madrighe”, guidati dalle mani sapienti di diversi panificatori. Le paste madri verranno mischiate ed impastate tutte insieme, per sancire il legame comunitario. Ognuno andrà via con una pagnotta ed un nuovo pezzo di pasta madre che si è contaminato con le paste madri di tutti, nuovi amici e un arrivederci ad ottobre. Infatti bisognerà attendere la pausa estiva perchè riinizino le attività dell'Associazione, e partano le lezioni del secondo blocco del Corso di Scienze Naturopatiche, progetto principe del gruppo.

Infatti il Corso di Scienze Naturopatiche è stata la scintilla che ha fatto nascere l'Associazione ed ha unito i suoi membri. Il desiderio di far nascere la scuola si è sviluppato dal sentimento sempre più profondo di esser parte integrante della natura. Il senso di appartenenza a questo pianeta ha spinto i soci ad iniziare a cambiare il proprio stile di vita ed a approfondire e studiare antichi e moderni aspetti legati al benessere e alla guarigione che nell'isola sono andati perdendosi.

Mossi dalla volontà di diffondere valori che si ritengono essenziali, quali il vivere in accordo con i ritmi della natura, il rispetto della stessa, la cooperazione tra le persone, il mantenimento dello stato di salute e benessere del singolo, è nato il Corso di Scienze Naturopatiche, in cui  Mama Terra forma operatori in grado di collaborare, unire e mettere a disposizione i propri talenti, per promuovere il benessere olistico dell'essere umano e dell'ambiente naturale.

Gli allievi e i docenti della scuola hanno collaborato attivamente all'organizzazione e allo svolgimento delle iniziative dell'associazione, riuscendo pienamente a realizzare due giornate di convegno nelle quali, il lavoro collaborativo, l'armonia e l'impegno di tutti hanno sortito un risultato eccellente.

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Coltivando la diversità

Il tempo dedicato ad un orto non è il tempo dedicato ad un normale lavoro di città. Il tempo dedicato ad un orto è allenamento alla pazienza. Imparare la lingua segreta delle piante è come imparare una lingua straniera. Necessita esercizio di pazienza e di tolleranza verso se stessi e questo mondo sconosciuto che ci si offre. E' lenta conoscenza delle piante, delle famiglie alle quali appartengono, delle loro esigenze...è lenta conoscenza delle stagioni, dei cambiamenti del clima, dei diversi climi che il pianeta ci offre, da nord a sud, tanto diversi. Ed è strabiliante seguire la strada che piante e fiori hanno percorso nella storia dei viaggi e delle esplorazioni, trasportate dai mercanti, dai soldati, dai coloni, dagli schiavi, portate in dote e in ricordo di pietanze deliziose e colori e profumi di “casa”. E' profondamente umano cercare di riprodurre la propria flora in un paese straniero, per sentirsi un po' più a casa; e coltivare la propria “biodiversità”, e lasciarla contaminare, ibridare ed acclimatare in terra straniera. Era usanza in Sardegna (e forse ancora la si trova perpetuata in seno a qualche famiglia) dare alla figlia che sposa un giovane di un altro paese, un campione di ogni seme coltivato e tramandato. E' il simbolismo del seme, dell'immortalità della vita, la trasmissione “genetica” della propria cultura, come simbolo di fertilità e abbondanza.

Nei nostri quartieri cittadini, un orto è un miracolo. E' ritagliare una zona franca, ai clascon ed all'elettronica, in cui ancora poter imparare a parlare la lingua delle piante. Un allenamento, una palestra di vita, per crescere, cambiare e sviluppare la sensibilità all'ascolto. Con la stessa fragranza impariamo ad ascoltarci, tra individui, appartenenti a diverse culture, curiosi dei reciproci racconti, delle tecniche che nel mondo si sono sviluppate per sostenere la vita. Proteggere l'abbondanza che il pianeta ci offre è il compito di una società sana, evoluta, matura. Un paese che accoglie il viaggiatore, lo coinvolge, lo tutela, è un paese che è in grado di far fiorire la pace nel proprio territorio.

La filosofia dell'orto sinergico è uno specchio di una società che si aiuta. Le diverse famiglie delle piante, “consociate” con criterio, divengono alleate le une delle altre. Un orto biodiverso, che accoglie la policoltura e abbandona la monocoltura, è il simbolo di una società policulturale, multilinguistica, interreligiosa. Permette la creazione di una via comunitaria nella quali gli attori sociali si supportano reciprocamente; e sono coinvolti e resi responsabili dell'armonia stessa che viene creata. In una società pacifica ognuno ha la libertà di essere se stesso ed ha il potere di cambiare e migliorare la vita comunitaria, attraverso un processo democratico di ascolto e di rispetto. Tutti gli individui coinvolti creano un bagaglio di valori basato sulla comunità nella quale vivono. Il quartiere è una comunità responsabile di se stessa. I problemi possono venire discussi da tutti i membri, adulti e bambini, utilizzando l'orto come strumento democratico e cuore della comunità. E allora....coltiviamo tutti insieme!!!

Piccola riflessione sui semi della terra

Le madri dovrebbero difendere i semi come fossero i loro stessi figli

Ma come si fa a pensare che ora sia necessario difendere il diritto al cibo? Siamo arrivati a questo? Ci stanno negando il diritto alla coltivazione di frutta ed ortaggi, così com'è sempre avvenuta, conservando forti ed antichi semi, di stagione in stagione? Come si fa a pensare che le grandi multinazionali delle sementi stiano modificando il genoma di grano e mais per nobili scopi? Imponendo un copyright alle migliaia di semi che modificano? Facendoci comprare i semi di stagione in stagione, che le loro modifiche rendono sterili? E completamente dipendenti da pesticidi e fertilizzanti? (Si veda il tragico esempio della soya Roundup-free e Roundup ready e la diffusione del Glifosate nelle campagne di tutto il mondo).

Come predicatori, nuovi coloni, questi spregiudicati assassini tentano di colonizzarci ancora una volta. Depredare il nostro patrimonio di semi tradizionali, acclimatati al nostro suolo, al ritmo delle nostre stagioni. Bisognerebbe introdurli nelle liste dei prossimi condannati per crimini contro l'umanità dai tribunali internazionali o nazionali in accordo con la definizione di crimini contro l'umanità data dall'ONU e/o dalla Corte Penale Internazionale...se solo a capo di queste istituzioni non vi siano gli stessi interessi, lo stesso delittuoso potere.

Le leggi regionali in difesa della biodiversità hanno iniziato a proporre ovunque il rilascio dei semi antichi, la loro mappatura. La scusa utilizzata è la loro conservazione in banche cosiddette ex situ, gli obitori costituiti dalle banche del seme delle nostre università - infatti queste banche, se non iniziano a fare un lavoro di ridistribuzione dei semi nel territorio, non son altro che dei macabri obitori.

Ma chiunque sia venuto a contatto con la vita contadina sa che questo non è possibile. I semi sono vivi, in continua evoluzione, si trasformano di anno in anno, si adattano. Se vengono spostati di campo possono variare di colore e forma, in base alle condizioni del suolo, all'abbondanza o no di acqua. Qualsiasi contadino, in fase empirica, conosce la ricchezza proposta dalla natura, senza alcun bisogno di una laurea in genetica, senza studiare biotecnologia o agronomia. Sa che il posto migliore per costruire una banca del seme è una rete viva, fatta di contatti umani, di nomi, di silenzi di campi, di migliaia di varietà coltivate in situ, nelle piccole aziende contadine o negli orti familiari. 

Un tempo in Sardegna la donna riceveva i semi in dote, dai suoi genitori. Li portava con se, nella sua nuova casa, e con quella dote, su quella ricchezza, si basava una nuova famiglia.

Le terre comuni erano condivise e la popolazione poteva far pascolare il bestiame e raccogliere l'incolto. La terra ed i semi erano bene comune, proprietà collettiva. I nostri antenati intuirono che la privatizzazione delle terre comuni sarebbe equivalsa ad un furto. La terra offriva erbe edibili di pregio gastronomico, erbe officinali di infallibile efficacia erboristica e medica. Le erbe erano necessario sostegno alla salute umana. Ed una incredibile varietà di semi, che venivano scambiati e regalati e la loro circolazione e diffusione era regolata dalle leggi dell'”economia del dono”.

Dunque oggi, grazie all'azione dei nostri antenati, arrivata fino a noi malgrado il tentativo di rimozione della nostra storia, riconosciamo le leggi sulle sementi come un furto, come un oltraggio.

I padri dovrebbero difendere i semi, come ieri hanno difeso la terra. Le madri dovrebbero difendere i semi come fossero i loro stessi figli. In tutto il mondo, dall'India al Brasile, movimenti di donne e di uomini marciano per il diritto alla libera circolazione dei semi. Il movimento Navdanya (“nove semi”, le nove colture più importanti dell'India) fondato da Vandana Shiva e il movimento Sem Terra denunciano le brutali conseguenze della “rivoluzione verde”, dei fertilizzanti e delle varietà selezionate di semi: la resa è aumentata insieme alle estensioni coltivate a monocoltura. Perciò denunciano anche la scomparsa della biodiversità di quei campi, il degrado del suolo e delle acque, le espropriazioni “facili”, le terre pagate un tozzo di pane. Ne sono vittime prima di tutto le donne, le cui antiche pratiche sono meno produttive ma più rispettose degli ecosistemi. Dove infatti l'uomo si dedica alla pastorizia, vi è una donna nei campi.

Questi temi ci paiono lontani, mentre trascorriamo le nostre vite tra casa ed ufficio. E mentre mangiamo, due, tre, quattro volte al giorno, non chiedendoci più da dove arrivi il nostro cibo. Mentre, differenziando la carta dalla plastica pensiamo di essere dei grandi attivisti ecologici. Nelle città siamo completamente tagliati fuori dalla filiera alimentare. E tentiamo di compiere timidi passi di collegamento con le aziende circostanti e nuovi e vecchi contadini.

Stiamo, con lentezza, ritornando alla consapevolezza dell'importanza di produrre il cibo che consumiamo, o almeno, l'importanza di conoscere da dove proviene ed in che modo viene coltivato od allevato. Questo è il grido delle donne indiane, delle donne brasiliane, delle donne africane delle Gree Belt, dei giovani studenti di San Francisco pionieri dei progetti di agricoltura urbana. Il grido dei nostri antenati che hanno difeso la terra e il grido di tutti i contadini del mondo, malgrado il tentativo di “invisibilità costruita ad arte, ampiamente rafforzata dalla connotazione negativa che il termine contadino (o pastore) ha nel linguaggio quotidiano. Esiste una realtà empirica in cui ci sono molti più contadini di quanti ne siano esistiti in passato. Oggi nel mondo ci sono circa 1,2 miliardi di piccole e medie aziende contadine (Ecologiste 2004), e  «i componenti delle famiglie contadine rappresentano, dopotutto, ancora circa i 2/5 dell'umanità. (Weis 2007, p.25)» (Van der Ploeg, 2008).

Andiamo a scoprirli nelle zone in cui viviamo, sosteniamoli, compriamo i loro prodotti, prendiamo accordi con loro, per comprare la loro verdura, la loro frutta, i loro formaggi e i prodotti animali.

Incoraggiamoli a piantare semi locali, a riattivare quella banca del seme, viva, che è l'unica ipotizzabile. Non nelle università, in cui i semi, son ricoverati come in un obitorio. Una banca viva, fatta di reti umane, di sostegno, di solidarietà. Perché l'unica possibilità di custodire i semi è tenendoli vivi nei piccoli territori a cui appartengono.

Le leggi stanno cambiando veloci ed a breve dovremmo difendere i semi sardi, come i nostri antenati hanno tentato di difendere la terra. Tentiamo di essere attivisti in questa stagione di ennesimi soprusi e di lottare per la diversità, per la vita e per la loro gratuità, ancora una volta.

Forse cent'anni fa era più facile. La plastica...non c'era. Il problema dell'esaurimento delle energie non rinnovabili...non c'era. E ancora non c'era la mafia delle pale eoliche, la monocoltura dei pannelli solari e quella di cardo per le biomasse, la minaccia dei gasdotti, i residui del polo petrolchimico nascosti nel sottosuolo, le basi militari che diffondono morte all'uranio; e la falsa ideologia che afferma che senza le monocolture non ci sarebbe cibo a sufficienza per tutti.

A volte può mancare la speranza, la ragione di lottare.

Ma davanti alla forza della natura, all'abbondanza degli orti, alla generosità dei semi della terra, la speranza ritorna. Ci basta seguire una stagione produttiva, per capire quanto la terra può restituirci, quando è amata e rispettata. Basta seguire la nostra mano piantare nella terra un piccolo seme. Essere il cambiamento.

Trasformiamo il diritto alla libera circolazione dei semi in una battaglia sociale, in una battaglia per la dignità della vita.

Associazione MamaTerra Sardegna

Sassari, Aprile 2013