“Ha paura. La paura ha odore più forte degli aghi di pino sul sentiero della foresta. La terra fuma dopo la pioggia di primavera. Il suo cuore è più rumoroso dei muggiti dei pascoli comunali. L’anziana porta al braccio un cesto di erbe e di radici che ha da poco raccolto, vecchio come il tempo. I suoi piedi sul sentiero sono gli stessi di sua madre, di sua nonna, delle sue antenate. Sono secoli che cammina tra le querce e i pini, a raccoglier erbe per poi farle seccare sotto la tettoia della capanna, costruita nelle terre ancora comuni. Dacché ha memoria la gente del villaggio la va a trovare per il dono che ha nelle mani, guaritrici, le stesse che posizionano al meglio il bambino nel ventre della madre all’ora della nascita, la sua stessa voce calma che allontana le sofferenze e culla l’insonne fino al riposo. Essa crede di aver sangue di fata nelle vene, il sangue delle antiche genti che erigevano pietre al cielo e non costruivano chiese … le chiese … al solo pensiero le vengono i brividi, le torna in mente il sogno della notte precedente – un foglio inchiodato sulla porta della chiesa che non si riusciva a leggere. Che cos’era? Il proclama di una caccia alle streghe? Si passa una mano sugli occhi.

Di questi tempi il dono della visione è una disgrazia: i suoi sogni sono abitati dai visi di donne torturate, i loro occhi senza sonno, le palpebre pesanti tanto hanno dovuto camminare, salire e ridiscendere, notte dopo notte, indebolite dalla fame, i corpi rasati diventano ludibrio per la folla, straziati nel cercare la prova che ‘loro’ chiamano il “marchio del diavolo”, infine umiliate in privato dai carcerieri. Ecco perché parevan persino gentili in Inghilterra, dove le streghe venivan solamente impiccate. Ripensa ai racconti arrivati da Francia e Germania, bisbigliati alle loro riunioni, alle testimonianze dei macchinari per sfasciare le ossa e disarticolare gli arti, di vene tranciate, di sangue sparso nella polvere, della carne carbonizzata quando le fiamme si alzavano attorno al rogo. Si domanda se manterrebbe il silenzio sotto tali torture – o se invece si piegherebbe, confessando qualunque cosa, denunciando come streghe le sue compagne, se dicesse tutto ciò che essi voglion sapere? Non lo sa e spera di non doverlo sapere mai.

L’anziana allontana quelle immagini dal suo cammino, con un gesto della mano sinistra, come se le avesse lì vivide davanti a sé, e continua a camminare. Il foglio inchiodato del suo sogno poteva essere qualcosa di completamente differente, ma aveva comunque un cattivo sentore … Enclosure? Vogliono dividere la terra comune, costruire recinzioni, distruggere le piccole capanne come la sua? Sente una fitta come un colpo di pugnale sotto la camicia e si accascia appena in grado di respirare. Cosa è stato? Che cosa sta facendo? Chi la difenderà o la vorrà con sé? Non ha marito né figli e mentre in passato il villaggio l’avrebbe protetta, ora, pag. 5
in pochi anni, non più, a causa del lavoro incessante dei preti. I malati la temono anche quando vengono a chiederle aiuto. Gli abitanti del paese hanno ormai paura l’uno dell’altro. I cattivi raccolti, l’affitto delle terre, il prezzo del cibo in aumento: ci sono troppi topi a sgranocchiare lo stesso chicco di grano, e preti e suore sono sempre pronti ad accaparrarselo. Più a ovest e a nord ci sono stati dei sollevamenti contro le recinzioni delle terre, potrebbero scoppiare anche lì.